Bacino Comelico o del Tudaio - Bacino N 1

BACINO DI PESCA N° 1
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Bacino Comelico o del Tudaio

Le risorse idriche complementari
BACINO COMELICO O DEL TUDAIO
Le acque dell'Alto Piave sono regolate,ai fini di produzione di energia elettrica, dal serbatoio del Comelico, ottenuto sbarrando la Val Comelico poco a monte della loc. Cima Gogna, mediante una diga del tipo a volta doppia curvatura alta 67 metri.
La galleria in pressione che adduce le acque alla centrale di Pelos è lunga km. 5,3.
Le acque di scarico vengono restituite al Piave immediatamente a valle della diga, anche nel rispetto - dal 2007 - di un DMVC ( Deflusso Minimo Vitale Costante ) imposto per legge, ma ancora non definitivamente stimato e codificato e quindi soggetto a variazioni notevoli, sia per ragioni tecniche, sia per convenienze economiche che coinvolgono i Consorzi irrigui della pianura veneta. Tali variazioni di rilascio, indipendenti dall'andamento delle precipitazioni meteo stagionali, non si verificano infatti nel succedere delle stagioni soltanto, ma, sovente, nell'arco di una stessa giornata con danno notevole degli ecosistemi a valle e con situazioni di pericolo per chi abbia necessità di operare e comunque di transitare nell'alveo sottostante.
La diga si presenta come opera imponente in calcestruzzo,con coronamento ancorato nelle pareti rocciose delimitanti lo stretto e profondo vano d'alveo che si sviluppa su 113 ml.
L'altezza del piano di coronamento è posto a quota 832,50 sul punto più depresso delle fondazioni.
Il serbatoio in origine aveva una capacità di invaso complessivo di mc. 2.080.000 e di invaso utile pari a mc. 1.800.000 ( dati tecnici 1963 ).
Il livello massimo di invaso si trova a 830,00 m.s.m. con il livello di massima piena, al limite della batteria degli sfioratori a "bicchiere", posto a 831,50 m.s.m.
E' in collegamento manovrato con un'altra diga del tipo a gravità tracimabile, quella di S. Caterina di Auronzo, posta allo stesso livello massimo di invaso, ma con capacità complessiva di circa 7.000.000 di mc.
Il bacino, nel tratto destro orografico dell'alveo del Piave sul quale incombe la vecchia SS 52 Carnica ora dismessa, sviluppa un percorso di poco più di km.1,750 : è tuttavia accessibile soltanto in un breve segmento iniziale, perlopiù con densa vegetazione arborea sino alla linea di massimo invaso,ma con spiaggiette e piccole terrazzine d'argine naturale costituite da depositi di litoidi e fanghi consolidati.
Per quanto concerne la Concessione e la gestione delle acque da pesca, va detto che sino alla stagione 2008 il lago artificiale era integrato nella zona "L", aperta all'esercizio alieutico dal ponte di Campolongo sul Piave sino al confine di località "Tre Ponti" ove termina la giurisdizione del Bacino N°1.
Confinato opportunamente come nuova zona identificata con la lettera "W" è stato dotato di specifica segnaletica lungo l'argine di destra orografica dai resti del vecchio impianto di dragaggio dei litoidi, a monte, sino al coronamento della diga.
L'esercizio di pesca nel bacino Enel subisce pertanto alcune restrizioni a salvaguardia del patrimonio salmonicolo stanziale e della sua fondamentale incidenza sulla produttività naturale, molto elevata rispetto alla media del comprensorio nell'ultimo biennio, alla quale significativamente contribuiscono i riproduttori che risalgono in autunno il Piave sino alla confluenza del torrente Padola.
Da qui, riscontrata l'esigenza reale, scaturisce la normativa varata dal Gestore e confermata dalla Provincia c. Ecco le modifiche in vigore:
esercizio di pesca con una sola canna, armata di un solo amo;
numero massimo di catture stagionali per pescatore 80 capi di salmonidi.
Il popolamento attuale è costituito principalmente da : Trota fario - Salmo (trutta) trutta; Trota iridea - Oncorhynchus mykiss; Trota fario morfo lacustre - Salmo (t.) morfa lago in limitata presenza.
Prevalgono individui di notevole taglia ( 35÷40 cm ), ed esemplari di fario di oltre 45÷50 cm.
Si confida che le periodiche operazioni di svuotamento del bacino idroelettrico per manutenzioni ordinarie delle opere di contenimento e regimazione e delle apparecchiature di manovra non producano danni eccessivi al patrimonio ittico ed allo status rilevato poiché le contropartite a risarcimento, concordate sulla base delle imposizioni della L.R. n.19/98 ex art. 16, com.3-bis e com.4 non risultano essere che palliativi insufficienti, soprattutto inutilizzabili all'interno della zona "W".
BACINO DI PESCA N° 1     -   COMELICO - ALTO PIAVE
e-mail: info@bacinocomelicosappada.eu
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