Lago Aiarnola - Bacino N 1

BACINO DI PESCA N° 1
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Lago Aiarnola

Le risorse idriche complementari
IL LAGO AIARNOLA
Il sito è un classico "cadin" di origine glaciale e successivamente diluviale nel quale confluiscono acque di superficie provenienti dai contrafforti della Croda da Campo e del Corno di Ciapelei in particolare.

Si raggiunge percorrendo parte della carrareccia - marcata anche con segnaletica sentieri riferita al n.125 C.A.I. - che, sulla destra a salire, conduce alla Casera Aiarnola ( quota m.1612 ), staccandosi ortogonalmente dalla S.R. 532 per il passo del Zovo o di S. Antonio dopo poco meno di un paio di chilometri dal centro di Padola.

Censuariamente l'area è parte integrante di una fascia di media quota, ricca di risorgive e densamente coperta da essenze forestali ,in massima parte conifere, che ospitano fauna pregiata ( ungulati, tetraonidi, rapaci e molto altro ), di proprietà del comune di Calalzo di Cadore.

Il laghetto, collocato a m. 1573 di quota e con una superficie attuale di circa 3.500 mq., ha forma allungata a "boomerang" e si alimenta sostanzialmente con alcune risorgive di fondo, ben visibili nell'incessante ribollire dei caolini calcarei di antica sedimentazione i quali costituiscono, in parte impermeabilizzandolo, il piano bentonico centrale. Intorno la cornice di sfasciumi calcarei e di giovane dolomia aggregati da numerose specie e varietà vegetali tipiche di questi ambiti alpini : da presso il circolo forestale di imponenti larici ed abeti rossi, quasi un anfiteatro naturale, che protegge e partecipa al sostegno vitale, complesso e fragile, dell'ecosistema.

Si tratta di un invaso antichissimo che, con l'evoluzione costante e piuttosto rapida del versante ovest del gruppo Aiarnola - Croda a Campo - Croda da Tacco, evidenzia i risultati di inevitabili fenomeni di insabbiamento, ancorché parziale, degli argini e di progressiva colmatura del fondale di nordovest: l'effetto più consistente si riscontra nell'annullamento considerevole di rifugi immersi per la fauna acquatica e la riduzione della storica capacità idrica di invaso.

Il bacino naturale di Aiarnola può tuttavia essere considerato un prezioso biotipo per la presenza di alcune specie anfibie che resistono al regredire numerico come il Rospo smeraldino (Bufo viridis) e l' Ululone dal ventre rosso (Bombina bombina), mentre si mantengono preponderanti le colonie autoctone di Rospo comune (Bufo bufo) e di Rana verde (Rana esculenta).

Vanno inoltre segnalate significative presenze di Salamandra alpina (Salamandra atra) e Tritone alpino (Triturus alpestris) oltre a Tritone liscio (Triturus vulgaris).

Il popolamento ittico salmonicolo attuale è costituito esclusivamente dalla Trota fario ( Salmo trutta trutta ), strutturato in solo tre classi di età, in un contesto con valore di biomassa piuttosto buono.

I soggetti adulti, derivati da residui di un ceppo autoctono, identificato negli anni 1975-1978, pur ibridati per piccole immissioni di novellame di provenienza dal Piave di Cellarda nei primi anni '80, presentano caratteristiche di livrea spettacolari : grandi macchie circolari di colore arancio in areole chiare sui fianchi e sul dorso, con macchie brune regolari sul capo, sugli opercoli e sulla pinna dorsale, pinna adiposa rossa.

Il ventre dorato nella tarda primavera ( il disgelo della superficie del lago si verifica tra fine aprile e maggio) si schiarisce rapidamente sino ad assumere una colorazione bianca lattea da luglio a settembre.

Coesiste da sempre una nutrita colonia di Sanguinerola caratteristica per la marcatura della linea laterale, bruno scura, probabilmente varietà endemica del diffuso Phoxinus phoxinus, che meriterebbe una analisi specifica al fine di classificazione differenziata.

Le due colonie, l'una salmonicola, l'altra ciprinicola, dominano su una provvidenziale e ben strutturata comunità macrobentonica di invertebrati che dovrebbe essere oggetto di più frequenti ed accurati campionamenti ed analisi per l'indiscusso valore di indicatori biologici.

Il Lago Aiarnola, codificato come zona "N", è una nuova zona di C&R con permessi prenotati e contingentati

Vigeva quindi da oltre un  quindicennio il divieto di esercitarvi la pesca, rimane il divieto di manometterne anche parzialmente la struttura e di derivarne volumi idrici.
BACINO DI PESCA N° 1     -   COMELICO - ALTO PIAVE
e-mail: info@bacinocomelicosappada.eu
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