Lago S.Anna - Bacino N 1

BACINO DI PESCA N° 1
Vai ai contenuti

Menu principale:

Lago S.Anna

Le risorse idriche complementari
IL LAGO DI SANT'ANNA
A circa 2 km. dall'abitato di Padola in comune di Comelico Superiore, deviando per un centinaio di metri su strada sterrata dalla provinciale n.532 per il passo Sant' Antonio, si raggiunge il lago naturale di S. Anna.
Il bacino di Selva si colloca a quota 1380 s.l.m., ed è più comunemente identificato come lago di Sant' Anna dalla prossimità di una antica chiesetta - costruita nel 1699 - dedicata alla Madre di Maria, tutt'ora meta di frequente ed intensa devozione.
L'area del bacino lacustre ( mq. 8.400 ) è incastonata in un terrazzamento di depositi glaciali, circondata da una fitta foresta di conifere e da profonde torbiere le cui origini del tardo quaternario risalgono sicuramente a non meno di 2 - 3 milioni di anni.
Alimentato quasi esclusivamente da una serie di corpose risorgive poste nel fondale, oggi ha assunto una forma consolidata di arginatura pressoché quadrangolare, con rilevanti profondità lungo l'asse longitudinale maggiore ( tra 14-15 metri ), mantenendo livelli idrici di superficie perlopiù costanti da maggio ad ottobre, naturalmente regolati attraverso l' assorbimento delle adiacenti estese torbiere filtranti con il contributo saltuario di un piccolo riale di deflusso verso nord, scolmatore naturale.
Da novembre, con il precipitare delle temperature esterne a quella rispettabile quota, la superficie congela ( a gennaio si può facilmente superare la misura di 60 - 70 cm. della lastra superficiale che sopporta metri di neve fresca e, si ricorda, nella prima metà del secolo scorso anche il transito dei carri gravati dalle "taglie" di abete) e tale rimane sino alla successiva primavera inoltrata, aprile e maggio.
Non ha comunicazioni di superficie con altre acque pubbliche scorrenti o stagnanti : pare tuttavia possa aver avuto in origine un sistema di vasi ed impluvi comunicanti, simile a quelli definiti "carsici", considerata la diffusione notevole di laghetti e stagni in questo territorio, in una fascia di quote compatibili, tra la valle del Padola e quella del Piave.
Presenti da sempre in questo tipico invaso alpino popolamenti ittici ben equilibrati ed integrati da specie anfibie: salmonidi e ciprinidi in ovvia preponderanza, ma è noto ed apprezzato da molti studiosi e ricercatori specialisti delle Università di Padova, Bologna, Innsbruk e Granoble che da decenni vi eseguono analisi e campionamenti quale biotopo ospitante, da secoli, un crostaceo decapode classificato "Astacus astacus", gambero d'acqua dolce simile a quelli provenienti dalla regione aralo-caspica e diffusi in acque correnti, come "Austropotamobius Pallipes", in tutta l'Europa meridionale.
Questa colonia di Astacus è assolutamente protetta in quanto è stato identificato da biologi del C.N.R. " relitto glaciale unico in Italia a sud delle Alpi".
Il bacino lacustre di Sant' Anna, proprietà privata di una antica Famiglia Veneta attualmente rappresentata dagli Eredi, è stato gestito e protetto dal 1981 al 2001 dalla F.I.P.S.A.S. - C.O.N.I. - Servizio Federale Acque e Impianti - di Roma. Dal l° gennaio 2002 è gestito e curato secondo regimi di pressione alieutica giudicati compatibili con le caratteristiche della biocenosi in atto e rispettosi della indubbia fragilità del biotopo, da una nuova Società di Servizi "no profit" appositamente costituita, la FISHING PROMOTION SOCIETY & ANGLERS SERVICE, con sede in Via Soronco, 4 a Padola.
La possibilità di esercitarvi la pesca è condizionata da apposito Regolamento, escludendo assolutamente - come già detto - anche una sola cattura del gambero "Astacus astacus" .
Le norme particolari fanno quindi riferimento alle specie presenti e catturabili in numero contingentato, con riserva dei periodi riproduttivi specifici nel biotopo, restrizioni di esche anche naturali e di attrezzature rispetto agli impianti di pesca sportiva a pagamento della pianura.
L'esercizio è consentito soltanto tramite il rilascio di permessi giornalieri o plurigiornalieri, reperibili esclusivamente presso un negozio autorizzato di Padola di Comelico Superiore, per le specie seguenti :

Trota fario - Salmo (trutta) trutta;                     Trota iridea - Oncorhynchus mykiss;

Salmerino di fonte - Salvelinus fontinalis;             Cavedano - Leuciscus caphalus cabeda;

Carpa regina o a specchi - Cyprinus carpio;          Tinca - Tinca tinca;

Scardola - Scardinius Erytrophtalmus.

Nel lago si rileva anche la presenza, importante per l'aspetto numerico, di soggetti di Persico reale ( Perca fluviatilis ), gravati da un marcato fenomeno di nanismo : si tratta di residui di sporadiche immissioni avvenute nei primi anni '70 per rilascio di pesciolini vivi usati come esca da pescatori provenienti dal Centro Cadore; non è ancora stato possibile eradicare questa fastidiosa presenza in quanto il bacino di S. Anna non può essere vuotato.
E' presente anche, ma in regresso da qualche anno, la Sanguinerola ( Phoxinus phoxinus ) : è pertanto in atto il divieto di cattura e di asportazione vive per uso come esca. Del resto in tutte le acqua del Bacino N°1 vige, dalla stagione 2007, il divieto di esercitare la pesca con pesciolino vivo o morto.
Giova inoltre non dimenticare, come si evince dalla segnaletica collocata sulla fascia litoranea dell'invaso, lungo la passatoia pedonale riservata ai pescatori, ed evidenziato nel Regolamento di accesso all'esercizio alieutico, che, nel rispetto delle caratteristiche dell 'ecosistema tipico e della particolare fragilità del biotopo, vige il divieto di balneazione e di attività natatorie insieme all'uso di natanti di qualsiasi tipo.
Quindi non sono consentite le immersioni subacquee.
BACINO DI PESCA N° 1     -   COMELICO - ALTO PIAVE
e-mail: info@bacinocomelicosappada.eu
Torna ai contenuti | Torna al menu